Aperta ufficialmente a Treviso la grande retrospettiva dedicata ad Inge Morath, prima fotografa donna dell’agenzia Magnum.

E’ stata inaugurata ufficialmente mercoledì 27 febbraio alle 18 a Treviso, presso Casa dei Carraresi, la mostra “Inge Morath. La vita. La fotografia” a cura di Brigitte Bluml, Kurt Kaindl e Marco Minuz, la prima grande retrospettiva in Italia, interamente dedicata alla fotografa austriaca, dal 1953 membro dell’agenzia Magnum Photos. Un percorso espositivo con oltre 170 foto e molti documenti inediti, provenienti dall’archivio di Fotohof Salisburgo.

Dopo i saluti di Antonella Stellitano in rappresentanza di Fondazione Cassa Marca, che ha auspicato come anche grazie a questa mostra, la figura di Inge Morath sia finalmente emancipata da quella dell’ingombrante marito – lo scrittore Premio Pulitzer, Arthur Miller – per essere riconosciuta ed apprezzata per la sua qualità professionale anche in Italia, è stata la volta dell’assessore alla cultura Lavinia Colonna Preti, per l’amministrazione civica trevigiana, che ha ricordato come Inge Morath «sia stata soprattutto una straordinaria donna ed una fine intellettuale, la prima ad essere inserita per puro merito nel gotha all’epoca tutto maschile, della mitica agenzia fotografica Magnum Photos». A chiudere gli interventi istituzionali, Giulio Davanzo per Banca Generali di Treviso, main sponsor dell’iniziativa.

Nel suo speech il curatore Kurt Kaindl, di Fotohof Salisburgo, ha ricordato il lungo sodalizio con Inge Morath, avviato negli anni ’90, e le iniziative ed i progetti che hanno portato alla costituzione del ricco archivio di fotografia da cui provengono gli oltre 170 scatti e i documenti oggi esposti in mostra.

Il curatore Marco Minuz, ha ringraziato i partner della mostra – prodotta da SUAZES in collaborazione con Fotohof e Fondazione Cassa Marca – a cominciare da Inge Morath Foundation e Magnum Photos, che sostengono il progetto, il quale gode del Patrocinio del Comune e della Provincia di Treviso.

La fotografia è un fenomeno strano. Ti fidi del tuo occhio, ma non puoi evitare di mettere a nudo la tua anima.

Inge Morath

( ph. credits © Hermann Siedl /Fotohof || © giada centazzo / Suazes)

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